Il Superbonus è stato prorogato al 2025?

Il Superbonus è stato prorogato al 2025?

Il Superbonus è stato prorogato? Si continua a discutere del superbonus.

Mentre le circostanze storiche ci mettono di fronte a nuove sfide come l’aumento vertiginoso dei costi – non solo energetici – e la crescente difficoltà di reperimento di attrezzature e materie prime, il mondo delle imprese lamenta una crescente difficoltà di attuazione dei lavori relativi all’ecobonus.

Cittadini, imprese e associazioni di categoria si rivolgono perciò alle istituzioni chiedendo chiarezza, ma soprattutto chiedendo proroghe.

E le istituzioni provano a rispondere con l’ennesima (e sicuramente non ultima) modifica alla normativa sulla detrazione, imprimendo un decisivo cambiamento alle tempistiche relative ai lavori nei condomini.

L’ultima novità, un po’ meno decisiva, a lungo dibattuta e largamente attesa, riguarda gli edifici unifamiliari (quelli che i giornali definiscono ‘villette’) e arriva col provvedimento d’urgenza approvato dal Consiglio dei Ministri il 2 maggio 2022: la proroga c’è.


Il nodo delle villette


Benché non paragonabile allo slittamento dei termini, assai più cospicuo, ottenuto dai condomini e dagli edifici plurifamiliari (da 2 a 4 unità abitative), con l’ultimo Consiglio dei Ministri è scattata anche la sospirata proroga per le unità autonome.

Per questa categoria, infatti, slitta dal 30 giugno al 30 settembre il termine entro il quale deve essere completato almeno il 30 per cento dei lavori programmati per poter usufruire del bonus. E il conseguimento della soglia del 30 per cento viene facilitato da una modifica apportata al calcolo del SAL (Stato di Avanzamento Lavori) che tiene ora conto dell’intervento complessivo e non più solo delle spese incluse nel superbonus.

Resta invece ferma, almeno per ora, la scadenza del 31 dicembre 2022 per completare lavori e pagamenti.

Condomini e unità plurifamiliari: superbonus prorogato? Parzialmente


Come accennato, di una ben più sostanziosa dilazione hanno beneficiato le unità plurifamiliari e i condomini.

Le insistenti voci sulla proproga del superbonus fino al 2025 riguardavano queste categorie di immobili che infatti continueranno a godere delle detrazioni fino al 31 dicembre 2025.

Ma attenzione: l’aliquota rimarrà ferma al 110 per cento solo fino alla fine del 2023, poi andrà soggetta al cosiddetto décalage scendendo al 70 per cento nel 2024 e al 65 per cento nel 2025.

Il termine del 31 dicembre 2023 vale anche per le cooperative e le abitazioni Iacp (ed enti con le stesse finalità) a patto però che entro il 30 giugno 2023 sia stato completato almeno il 60 per cento dell’intervento complessivo.

Lo stesso termine vale per le Onlus, le associazioni di volontariato e di promozione sociale, nonché le società sportive dilettantistiche (per esempio per interventi sugli spogliatoi).

Un discorso a parte va fatto per l’adeguamento sismico: la proroga del superbonus al 110 per cento (senza alcun dècalage) fino alla fine del 2025 varrà infatti solo per gli edifici situati in comuni terremotati.

Il superbonus prorogato? Una rapida panoramica


Questo per quanto riguarda le ultime novità introdotte, almeno per ora, dal Governo.

Risulta ormai chiaro che ci troviamo di fronte a una legge dal percorso tormentato e in continuo divenire: c’è infatti da aspettarsi che vengano apportate ulteriori modifiche.

Ad ogni buon conto quella che resta invariata è la filosofia del provvedimento, che si muove sul triplice binario del rilancio delle imprese, degli aiuti ai cittadini e, soprattutto, della transizione ecologica (attraverso la riqualificazione energetica degli edifici).

E immutati restano gli interventi per i quali il bonus spetta, con tanto di suddivisione fra trainanti (lavori che beneficiano automaticamente del superbonus) e trainati (lavori per i quali la detrazione spetta solo se eseguiti congiuntamente ad almeno un intervento trainante).

Si tratta degli ormai noti interventi volti a migliorare gli edifici di due classi di efficienza energetica (una sola se si tratta della più alta) come per esempio, tra i lavori definiti trainanti:

  • interventi di isolamento termico dell’involucro, come il cosiddetto isolamento a cappotto, che coprano almeno il 25 per cento della superficie dell’edificio;
  • la coibentazione del tetto, a patto che il tetto in questione rappresenti elemento di separazione tra i volumi riscaldati e l’esterno (insomma, niente detrazione se il sottotetto non è riscaldato)
  • la sostituzione della caldaia e/o degli impianti di climatizzazione (naturalmente in chiave ‘sostenibile’, passando per esempio a tecnologie ibride o a pompa di calore).


Nell’ambito degli interventi trainati, da eseguire cioè in abbinamento a quelli trainanti per poter usufruire della detrazione, ricordiamo l’installazione di pannelli fotovoltaici e quella di colonnine per la ricarica delle auto elettriche, ma anche l’abbattimento di barriere architettoniche e la sostituzione degli infissi e serramenti (a patto che la superficie totale sia uguale o minore alla precedente; trattandosi di elementi “disperdenti” il bonus non copre, ovviamente, opere di ampliamento o nuove installazioni).


Il doppio salto di classe di efficienza energetica va certificato attraverso un APE (Attestato di prestazione energetica) redatto da un tecnico abilitato.

Ricordiamo infine che per le spese sostenute nel 2022 la detrazione viene ripartita in 4 quote annuali (anziché le 5 del 2020-2021) e che non è possibile usufruire del superbonus per più di due immobili di proprietà.


Tra mille ostacoli, insomma, il percorso del superbonus è stato prorogato, anche se parzialmente, e rappresenta ancora un’opportunità per chi decida di ristrutturare a costo zero.

Sempre meglio, per chi voglia avventurarsi in questa giungla normativa insieme attraente e respingente, affidarsi a un’équipe di professionisti in grado di gestirne le innumerevoli sfaccettature restando al passo coi mutamenti che – lo avrete visto – sono sempre dietro l’angolo.