Quali sono le sanzioni in caso di abusi edilizi?

Quali sono le sanzioni in caso di abusi edilizi?

In campo amministrativo ed edile, si sente molto spesso parlare di abuso edilizio, un’attività illecita in grado di sfociare, il più delle volte, nel penale, apportando sanzioni di variabile entità a colui che lo ha perpetrato, a seconda della tipologia di abuso effettuato.

In questo breve articolo, pertanto, cerchiamo di capire meglio il vero significato di abuso edilizio, le sue tipologie ad oggi sanzionabili, le specifiche sanzioni che si possono impartire per tale illecito e le conseguenze che si potrebbero subire, fornendo una breve ma dettagliata panoramica in merito a tutto ciò.

Di cosa si tratta?

Come già menzionato in precedenza, l’abuso edilizio è a tutti gli effetti un illecito che potrebbe vestirsi di una connotazione penale, dal momento che è una violazione della normativa edilizia vigente.

Nello specifico, si parla di abuso edilizio quando un intervento edile in un determinato territorio o in un’area ben specifica viene iniziato e portato avanti senza un’autorizzazione che lo approvi.

Questo tipo di comportamento sfocia nell’illecito proprio perché l’edilizia è regolata da precise norme legislative e amministrative che controllano i permessi di costruzione, affinché l’attività edile che si occupa dei lavori possa essere perfettamente in regola con quella che è la pianificazione urbanistica.

Se questo viene soddisfatto, viene stilata quella che viene definita la DIA, ossia una denuncia di inizio attività con la quale il progettista attesta che la costruzione o il lavoro edile di qualsivoglia tipologia corrisponde e si attiene alle norme vigenti.

Tuttavia, il concetto di abuso edilizio va anche oltre: esso accade anche quando le dimensioni e i volumi di un’abitazione superano di molto i limiti descritti nella progettazione; in altre parole, quando un’abitazione sfora i limiti e si dimostra essere decisamente più grande di quanto è stato accordato nel progetto, si può tranquillamente parlare di abuso edilizio.

Qual è la normativa a cui riferirsi quando si tratta un abuso edilizio? La legge specifica si trova nel Testo Unico dell’Edilizia DPR 380/01, grazie alla quale si possono valutare le specifiche situazioni e risalire alla natura dell’abuso per poterlo confermare o depennare.
L’abuso edilizio, però, si può suddividere in molteplici tipologie: quali?

Abuso edilizio: le tipologie

La suddetta normativa sancisce e definisce tre tipologie di abuso edilizio, a seconda dell’entità e della gravità dell’illecito, chiarendo che un abuso edilizio non è altro che la difformità tra quanto costruito e quanto autorizzato.
In base alla sua gravità, esso si differenzia in:

  • abuso totale, il quale avviene quando la costruzione viene effettuata in mancanza totale di un’abilitazione;
  • abuso sostanziale, quando la costruzione differisce totalmente da quanto progettato o da quanto permesso;
  • abuso minore, quando la costruzione in questione è stata svolta tramite l’impiego di modalità diverse rispetto a quelle autorizzate, anche se riguardano elementi particolari e non essenziali.

In particolare, l’abuso totale avviene non solo quando l’abilitazione o il permesso di costruzione manca totalmente, ma anche quando esiste un’abilitazione alla costruzione ma essa è totalmente priva di efficacia e di valore, il più delle volte in seguito ad un provvedimento a posteriori emesso da un giudice amministrativo, il quale inficia sul valore stesso del permesso.

L’abuso sostanziale, per contro, è evidente quando si trattano variazioni essenziali, cioè quando la destinazione d’uso della costruzione cambia completamente rispetto a quella concordata dal permesso, quando aumenta la superficie del costruito, quando il progetto viene modificato in termini di parametri urbanistico-edilizi e, infine, quando vengono violate le normative antisismiche.

Gli abusi minori avvengono quando la costruzione è correttamente permessa e abilitata, ma viene effettuata mediante l’utilizzo di modalità diverse che, comunque, non incidono su elementi essenziali della costruzione.

In altre parole, si tratta di abuso minore quando la modalità impiegata per costruire non snatura la costruzione finale, ma viene attuata soltanto per evitare inconvenienti soliti e già osservati: ad esempio, se un particolare elemento non strutturale dell’edificio in costruzione viene realizzato per evitare un possibile inconveniente, come il blocco del fluire delle acque meteoriche, si tratta di abuso minore.

D’altra parte, se esso viene messo in pratica con il preciso scopo di incrementare la superficie, il volume o la destinazione d’uso della costruzione, allora si tratta di abuso totale.

Veniamo, a questo punto, alle possibili sanzioni nelle quali si può incorrere, in base alla tipologia di abuso edilizio.

Abuso edilizio: le sanzioni e le conseguenze

Dal momento che, come già detto, l’abuso edilizio è a tutti gli effetti un reato penale, le possibili conseguenze a cui si va incontro sono principalmente due: la condanna di stampo penale e la conseguente demolizione della costruzione.

Tuttavia, se il processo non porta ad una sentenza entro 5 anni, può andare in prescrizione; in ogni caso, ad essere oggetto dell’indagine è il responsabile dell’abuso, ossia colui che possiede l’immobile o che ha ordinato i lavori.

Pertanto, colui che ha acquistato l’immobile in costruzione viene esonerato da qualsiasi responsabilità, purché sia totalmente estraneo all’illecito perpetrato: nel caso in cui egli abbia acquistato l’immobile richiedendo contemporaneamente la sua realizzazione abusiva, allora è complice dell’abuso edilizio.

Nonostante tutto questo, è possibile richiedere la cosiddetta sanatoria, ossia l’attestazione grazie alla quale il proprietario della costruzione si impegna nel legittimare la costruzione, purché essa sia conforme allo strumento urbanistico e alle normative locali vigenti.

Quali sono le possibili sanzioni?

A seconda dello specifico caso, colui che si macchia del reato di abuso edilizio può dover pagare una sanzione di circa 10.300 € a causa della violazione delle leggi, potrebbe scontare una pena detentiva di 2 anni e un’ammenda che varia dai 5.000 ai 50.000 € nel caso si sia verificato un abuso totale; una condanna fino a 2 anni e una sanzione che si aggira tra i 15.000 e i 50.000 € nel caso si sia verificata una lottizzazione abusiva; una pena fino a 2 anni e un’ammenda dai 15.000 ai 50.000 € se la costruzione abusiva è avvenuta in corrispondenza di zone storiche, archeologiche, artistiche o di grande impatto ambientale.

Infine, il giudice amministrativo potrebbe ordinare la confisca del lotto e delle costruzioni già in essere, facendoli diventare parte del patrimonio comunale.