Superbonus in condominio: conseguenze voto contrario di un condomino

Superbonus in condominio: conseguenze voto contrario di un condomino

Quando si vive in condominio, non è sempre facile trovare un accordo, specie se giunge la necessità di approvare dei preventivi di spesa straordinari che potrebbero non essere graditi da soggetti poco oppure per nulla propensi a sostenerli.

Il discorso è valido anche per il Superbonus 110%: sebbene sia in grado di offrire numerosi vantaggi e i relativi interventi farebbero innalzare il valore economico dell’immobile, ci sarà sempre qualcuno pronto a esprimere il suo dissenso.

Ma come bisogna comportarsi nel suddetto caso? Quali sono le conseguenze? Scopriamolo insieme!

Adesione condominio al Superbonus 110%: cosa dice la legge

In base a quanto stabilito dalla legge, quando si parla del Superbonus 110% non è necessario ottenere l’unanimità, in quanto è sufficiente raccogliere la maggioranza di consensi.

Bisogna però puntualizzare che anche l’opposizione di un solo condominio potrebbe causare problemi, basti pensare alla cessione di parti condominiali soggette all’intervento oppure a quella del credito.

Che cos’è il Superbonus 110%

Il Superbonus 110% non è altro che un’agevolazione introdotta dallo Stato italiano per spronare sia i lavori di adeguamento antisismico (Sismabonus), sia le opere di efficientamento energetico (Ecobonus).

L’entità della detrazione prevista corrisponde appunto al 110% e viene applicata su tutte le spese sostenute dal 1° luglio 2020 fino al 30 settembre 2022.

Per esempio, se si andrà a sostenere una spesa del valore di 50 mila euro, si avrà diritto a una detrazione pari a 55 mila euro, la quale verrà ripartita in cinque quote annuali da 11 mila euro cadauna.

Essa viene inoltre ripartita in cinque rate annuali del medesimo importo.
Il Superbonus 110% permette di effettuare diversi interventi, basti pensare alla sostituzione degli impianti termici, all’isolamento termico (più comunemente chiamato cappotto termico), all’installazione di colonnine per ricaricare veicoli elettrici, sistemi d’accumulo energetici, impianto fotovoltaici, sostituzione degli infissi e quant’altro.

Cosa accade se un condomino è contrario al Superbonus 110%

Dato che l’approvazione degli interventi contemplati dal Superbonus 110% non richiedono l’unanimità, è possibile procedere con i lavori anche nel caso in cui uno oppure più condomini esprimano il loro dissenso, a patto che questi ultimi non detengano la maggioranza millesimale, altrimenti la validità della delibera sarebbe pari a zero. La maggioranza deve essere inoltre pari al valore di un terzo dell’intero edificio.

Il Superbonus 110% può riguardare le parti private?

Una volta chiarito il concetto della delibera condominiale sul Superbonus 110%, occorre precisare che, se gli interventi inerenti a esso non vanno in alcun modo a intaccare le parti private del condomino contrario e si è verificata l’approvazione da parte della maggioranza in sede d’assemblea, possono essere effettuati senza ricevere nessun genere di contestazione dal soggetto dissenziente.

Qualora la maggioranza abbia approvato lo svolgimento dei lavori, ma i suddetti vanno a invadere le proprietà di quest’ultimo, serve tassativamente giungere all’unanimità dei voti.

Quando i lavori sono gratuiti?

Come dice il nome stesso, questa detrazione permette di usufruire di una detrazione corrispondente al 110% delle spese sostenute; questo vuol dire che il denaro speso per le opere di miglioramento del condominio verranno recuperati sotto forma di detrazione fiscale, ovvero scontistiche sulle tasse da pagare.

Bisogna però aggiungere che il Superbonus consente di richiedere lo sconto in fattura: tramite il suddetto strumento, le imprese che hanno effettuato i lavori possono applicare uno sconto fino al 100% del loro valore e per il cliente non è dunque previsto alcun esborso monetario.

All’impresa verrà poi elargito un credito d’imposta del 110% da parte dello Stato, sempre suddiviso in cinque rate annuali di pari importo.

Per esempio, se le opere valgono 10 mila euro e l’azienda applica uno sconto della fattura del 100%, vanterà un credito di 11 mila euro.

In alternativa, il contribuente ha la possibilità di sostenere il costo delle opere di tasca propria, per poi decidere se cedere il credito d’imposta a terzi (istituti di credito inclusi) oppure avvalersi della detrazione fiscale per pagare meno tasse.

Cos’è e come funziona l’accollo delle spese?

Qualora uno o più condomini dovessero opporsi alla detrazione fiscale prevista dal Superbonus 110%, potrebbero verificarsi delle problematiche di tipo fiscale, poiché le attuali norme legislative permettono a essi di non accollarsi alcun genere di spesa, costringendo tutti gli altri abitanti dello stabile a farsi carico anche delle loro quote.